Anatocismo e usura

L’Anatocismo è una pratica invalsa di ordinario utilizzo da parte delle banche che consiste nella produzione di interessi da altri interessi, maturati e non, su un determinato capitale.

Tale prassi è praticata non solo nei rapporti regolati in conto corrente, ma anche nei rapporti a rimborso rateale quale il mutuo.

Sebbene nell’ordinamento vigente l’art. 1283 cc. di fatto vieta la capitalizzazione degli interessi, nella prassi bancaria tale pratica è oramai di uso comune. A tale proposito la Suprema Corte di Cassazione è intervenuta diffusamente e ripetutamente chiarendo che la natura negoziale e non normativa di tale uso non è idonea a legittimarlo.

Tuttavia tanto non è bastato a debellare tale deprecabile pratica presso le banche. Per tale motivo, allo scopo di prevenire e reprimere comportamenti usurai, con la L. 108/96 (e successive modifiche) il legislatore ha inteso porre dei limiti oggettivi alla misura massima dei costi e degli oneri che possono essere addebitati nell’ambito di operazioni di  finanziamento.

Difatti l’anatocismo è la causa principale di:

  • Aumento dell’esposizione debitoria e dei saldi a debito del correntista;
  • Incremento delle commissioni di massimo scoperto
  • Applicazione tassi oltre fido

Di seguito si riporta un esempio per meglio comprendere la differenza tra interesse semplice e interesse composto, calcolato su di un capitale di 100.000,00 euro all’interesse dell’ 8% .

INTERESSE SEMPLICE

Trimestre                      Capitale                   Interesse                  Saldo a debito

I°                                     100.000,00                2.000,00                       102.000,00

II°                                    100.000,00                4.000,00                       104.000,00

III°                                   100.000,00                6.000,00                       106.000,00

IV°                                   100.000,00                8.000,00                       108.000,00

TOTALE INTERESSI PASSIVI: 8.000,00

INTERESSE COMPOSTO

Trimestre                      Capitale                   Interesse                  Saldo a debito

I°                                     100.000,00                2.000,00                       102.000,00

II°                                    102.000,00                2.040,00                       104.040,00

III°                                   104.040,00                2.080,80                       106.120,80

IV°                                   106.120,80                2.122,42                       108.243,22

TOTALE INTERESSI PASSIVI: 8.243,22

L’Usura Bancaria si verifica quando, nell’ambito di un prestito di denaro concesso da una banca o in genere da un intermediario finanziario, il tasso di interesse applicato risulta superiore ai tassi soglia fissati trimestralmente dal Ministero del Tesoro.

Può trovare applicazione in tutte le ipotesi di finanziamento: mutui, leasing, affidamenti bancari, anticipi, etc..

In presenza di usura, l’art.1815, secondo comma, c.c., stabilisce che se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. Ciò significa che il Cliente ha la possibilità di recuperare una vera e propria fortuna!

Di conseguenza, oltre a rappresentare una potenziale fonte di guadagno, il Cliente è agevolato qualora debba trattare con la banca in situazioni critiche o accedere a servizi bancari a condizioni migliori.

Con la legge del 07.03.1996 il legislatore ha introdotto una disciplina specifica per la rilevazione oggettiva dell’eventuale usura applicata dagli operatori finanziari, definendo chiaramente che “La Legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”. Questo tasso limite è chiamato tasso soglia, ed è pubblicato trimestralmente da Ministero del Tesoro per ogni categoria di finanziamento. Il corrispettivo versato dal cliente si definisce usuraio, quando il tasso effettivo applicato dalla banca o dall’intermediario finanziario risulta superiore al tasso soglia di riferimento.

Ai sensi dell’art. 1,comma 1, L. 108/96, “[…]per la determinazione del tasso di interesse usuraio si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.

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